La nostra storia

La nostra storia

Garbatella è un quartiere tuttora ricco di umanità, in cui i vecchi abitanti ricordano con nostalgia i primi del '900 dove si viveva ancora come in un villaggio e l'Istituto Cesare Baronio è dal 1944 il punto di riferimento riguardo la didattica dell'istruzione secondaria di primo livello (Scuola media) del quartiere e non solo.

 

Un quartiere senza scuola

Fu Re Vittorio Emanuele III ad inaugurare il primo lotto di case dell'attuale scuola media. Correva l'anno 1919: il mondo agreste  si avviava a scomparire, l’invasione delle cavallette era ancora un flagello biblico e la campanella di S. Eurosia, protettrice contro la grandine, suonava a distesa sull’approssimarsi di un temporale estivo. In 15 anni la “città giardino”, completata nell’era Mussoliniana, assunse l’aspetto a noi ben noto.

In quegli anni la mancanza di una scuola secondaria per i ragazzi della zona cominciò ad essere un problema. Nelle vicinanze, esisteva soltanto una grande e affollata scuola elementare (sulla Piazza della Chiesa parrocchiale), l'Istituto Romano S. Michele, anch'esso affollata, e una scuola secondaria statale di avviamento al lavoro.

Mancava ancora però una scuola media che le autorità non ritenevano utile per un quartiere abitato da operai e piccoli impiegati. Ed invece era proprio il ceto medio-basso che anelava una scuola media per poter dare una strada diversa ai propri figli attraverso lo studio.

 

I Padri Filippini scendono in campo

Le famiglie allora, sentendosi abbandonate dallo stato, iniziarono a chiedere ai Padri Filippini, che vivendo a contatto con loro e i loro figli, la creazione di una scuola media. Fu fatta la prima proposta popolare ai Superiori ma fu scartata (doveva sembrare un’utopia creare una scuola media all'epoca) ma i Padri alla Garbatella, resosi conto della situazione, fecero presente ai Confratelli della Vallicella, le difficoltà, i sacrifici e le preoccupazioni che angustiavano i genitori dei ragazzi costretti ad andare presso le scuole medie situate tutte al centro della città.

L’11 giugno 1940, la Congregazione, profondamente sensibilizzata dal problema, confidando nella bontà della causa, impegnandone anzi la Divina Provvidenza, con una decisione che al profano sarebbe parsa temeraria, decretò di aprire una scuola secondaria alla Garbatella.

 

La ricerca dell'edificio adatto

Non esisteva ancora un edificio adatto ma soltanto un suolo edificabile, con locali vecchi e angusti. C’erano però i Padri muniti dei requisiti per l’insegnamento e disposti a farlo; c’era l'entusiasmo e la buona volontà ma mancavano i mezzi finanziari.

Seguì un periodo di preghiera e attesa nella riuscita del progetto, i padri con i genitori e i ragazzi dell’Oratorio si unirono nella ricerca di chi potesse attuare il progetto scuola.

Iniziò allora la ricerca del luogo: L’elegante palazzo Ghislieri, sulla Via Giulia (con retrostante giardino sul Lungotevere dei Tebaldi), era sede del Nobile Collegio Ghislieri (dal nome del fondatore) ed era un edificio adatto alla realizzazione della scuola media ma l’area del giardino e il palazzo furono espropriati per la costruzione del Liceo Statale Virgilio.

 Fu l'aiuto del Mons. Montini a sbloccare la situazione e a far designare la Congregazione dell’Oratorio di Roma come assegnataria dell'edificio. Lo scopo della scuola, situata nel quartiere della Garbatella, era di ricoprire il ruolo di centro per l’educazione della gioventù e perpetuare la memoria del fondatore Giuseppe Ghislieri, dedicandogli un’aula magna.

La scuola però non esisteva ancora, era perciò necessario realizzarla in qualche modo subito..

Ma per poter trasferire legalmente il lascito Ghislieri occorreva un’istituzione educativa regolarmente funzionante, perciò la Congregazione di Roma, decise di iniziare subito l’opera scolastica secondo l’impegno deliberato già dall’11 giugno 1940.

Lo sfacelo della guerra facilitava il superamento delle norme burocratiche sull’edilizia scolastica e velocizzò la costruzione.

 

Nasce l'Istituto Cesare Baronio

L’8 settembre 1944, Natività di Maria SS. Titolare della Chiesa Nuova, si ebbe la certezza che la scuola si sarebbe potuta iniziare per il successivo anno scolastico, e il 2 ottobre 1945 fu stabilito di intitolarla al Ven.Cesare Baronio, poiché a S. Filippo già era intitolata una scuola media in Roma.

Rapidamente tramezzata la Sacrestia della Cappella e la adiacente Sala dell’Oratorio, ne furono ricavate due modeste aule intercomunicanti e un piccolo ufficio di Presidenza e segreteria, con l’ingresso da Via delle Sette Chiese, 98.

Il 6 novembre 1944, con la Messa di P. Caresana, nella Cappella piena degli alunni con molti dei loro familiari, la scuola ebbe finalmente festoso inizio, con debita autorizzazione del Provveditorato agli studi.

Erano 35 i ragazzi che iniziavano le prime due classi di scuola media; Preside ne era P. G. De Libero, che con enorme fatica insegnava lettere a una scolaresca sprovvista di libri, sostituiti da riassunti dettati volta per volta; senza quaderni, per la penuria di carta, senza penne e inchiostro, isomma ci si arrangiava alla meglio.

L’anno seguente, prevedendo l‘aumento di una classe per completare il corso medio, si dovette tramezzare il piano superiore, (l’ex fienile dei Santambrogio), ove era attualmente i teatrino dell’Oratorio, per ricavarne aule.

Quando, durante gli intervalli, quella massa di ragazzi era contemporaneamente in moto, pavimento e tramezzi vibravano paurosamente: “vino nuovo in otri vecchi”! Grazie al Cielo andò tutto bene. Il bravo Ing. Campa, calcolando che il solaio, era sostenuto da putrelle di ferro di soli cm. 12, non volle appesantirlo ulteriormente e, mediante tiranti, aveva fatto ancorare i tramezzi alle travi del tetto abbastanza robuste.

 

Sciuscià

L’Oratorio giovanile accoglieva fin dal primo pomeriggio di ogni giorno centinaia di fanciulli e ragazzi, che erano assistiti anche nel gioco in cortile; e in questo difficile periodo post bellico li preservava dai gravi pericoli della strada.

Molti ragazzi, infatti, orfani o sfollati, sbandati, malvestiti e affamati, per guadagnare qualcosa andavano nel centro di Roma, e si offrivano a pulire le scarpe ai soldati alleati, si affiatavano con loro e per averne soldi, sigarette o cibo, si prestavano in mille servigi. Erano chiamati gli “Sciuscià” e costituivano un vero problema per la loro istruzione ed educazione.

 

Inaugurazione 

L’interessamneto di Mons. Montini, affettuoso, vivo, attento e operoso, aveva convogliato all’opera altri benefattori; il Prof. Mario Oddasso, G. Marzotto, A. Folonari ecc. Ma soprattutto gli americani Mons. Gualtiero Carrol e Mons. Giusepe Mc. Geough, collaboratori di Montini in segreteria di Stato.

Per un gioco della Provvidenza la guerra che aveva danneggiato, essa stessa avrebbe risarcito. I collaboratori di Montini, sia George Strake, che Thomas Bradley, informati e sensibilizzati, offrirono in omaggio a Pio XII, le grosse somme, che il suggerimento del vigile Sostituto fece dal Papa assegnare per la Scuola e la Chiesa dei Filippini alla Garbatella.

Il 25 aprile 1947, pomeriggio della Festa di S. Marco, con grande concorso di folla, fu posta la prima pietra dell’edificio scolastico in Piazza Oderico da Pordenone.

Finalmente il 10 aprile 1948, l’edificio fu inaugurato e la scolaresca ivi festosamente trasferita: tutto nuovo, luminoso e funzionante. Deo gratias!

In esso fu riservata una grande aula, come sala d’onore, arredata con preziosi mobili e quadri dell’antico Collegio Ghislieri, di cui siamo eredi e continuatori, e dedicata alla memoria del fondatore.

Da allora la nostra Scuola continua a istruire alunni con la stessa passione dei primi anni.

 

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